Siamo a un passo dalla qualificazione diretta in Champions League, a un passo da un traguardo insperato a inizio stagione, dopo una cavalcata eccezionale e un’annata straordinaria, grazie soprattutto a Sarri e al gioco mostrato dal tecnico e dai giocatori, ai gol di Higuain e di tutto il reparto avanzato, alla ritrovata tenuta difensiva e a un centrocampo abile nel difendere e nel proporsi.
Il secondo posto sarebbe un risultato più che meritato per quanto mostrato dagli azzurri ed è fondamentale non solo per il prestigio internazionale, con la qualificazione diretta ai gironi di Champions, ma soprattutto per il nostro futuro prossimo.
Il Napoli da sempre investe quello che incassa, il bilancio la fa da padrone ed è strettamente legato ai risultati.
La società, come sappiamo, non investe in strutture , ma quasi esclusivamente in immobilizzazioni immateriali, rappresentate dai calciatori, come ben evidenziato in ogni nota di presentazione del bilancio societario, in cui vengono spiegate strategie e numeri.
La Champions ed il secondo posto diventano vitali per il futuro prossimo della società, incrementando notevolmente il fatturato e quindi la possibilità di spesa sul mercato.
La gestione oculata (sin troppo) di De Laurentiiis da questo punto di vista può dirsi eccellente, anche in rapporto ai risultati sportivi, in crescita progressiva e sempre migliorati di anno in anno. Lo dicono i numeri sotto entrambi i punti di vista.
Bilanci sempre in attivo, fatta eccezione per la scorsa stagione (in cui si è avuto un “rosso” di 13 milioni, poco preoccupante e ampiamente coperto con una minima parte delle riserve accumulate nel corso degli anni) hanno consentito al club di tenere in cassa un attivo cospicuo che rende il Napoli una società non solo solida, che dà ampie garanzie, ma anche una di quelle con un “cash”(attivo in cassa) tra i più alti in Europa.
59 milioni di riserve e 49 di liquidità di cassa sono due dati che mostrano come gli azzurri possano reggere ogni confronto, soprattutto se rapportati con le disponibilità economiche delle altre squadre. Solo la Juventus ha capacità economiche migliori delle nostre in Italia. Una solidità economica che ci allontana anni luce dalle altre big del Campionato, in primis dalle milanesi, con problemi economici finanziari da collasso.
il fatturato al 30 giugno 2015 è di 143 milioni, quasi 100 in meno dell’anno precedente, di 237 milioni, ottenuti grazie all’entrata della cessione di Cavani e della Champions, entrate eccezionali, senza le quali abbiamo ottenuto comunque incassi superiori a quelli dell’anno ancora precedente (in cui peraltro c’era la importante plusvalenza della cessione di Lavezzi), il che dimostra anche una piccola crescita strutturale senza perdite tecniche sanguinose (calciatori) e senza i proventi della Champions.
Cerchiamo ora di comprendere quale sarà l’impatto di questa stagione (che si chiude al 30 giugno 2016) sui dati che conosciamo in vista del mercato e delle strategie.
Già a gennaio ho evidenziato che il Napoli avrebbe potuto investire cifre cospicue sul mercato. Sappiamo che invece la società ha comprato solo Grassi dall’Atalanta e Regini, tra l’altro in prestito dalla Sampdoria, con riscatto fissato a 2 milioni.
De Laurentiis si era sbilanciato sul mercato di gennaio, ma relativamente, confermando l’evidenziata disponibilità economica, ma ponendo alcuni paletti che combaciano con la politica societaria : non strapagare giocatori, valutati a gennaio il doppio almeno del loro reale valore tecnico, acquistare nella stagione in corso, ma investire per la prossima stagione. Tralasciamo , infine, la sua dichiarazione sulla questione della “turbativa dello spogliatoio”, che lascia il tempo che trova.
Il Napoli, infatti, quest’anno chiuderà in attivo il bilancio ed avrà disponibilità economiche eccezionali per il mercato di luglio.
A gennaio è probabile che abbia già investito qualcosa, come avvenuto quando il bilancio conduce ad un attivo importante (anche se non esagerato), tant’è che lo stesso Presidente ha dichiarato di aver acquistato un top player allora per giugno (tutti i riscontri porterebbero a Klaassen)
Ad esempio l’anno scorso (seppur chiuso con il rosso) investì circa 8 milioni per l’anno successivo ben prima del mercato estivo, tant’è che Reina e Valdifiori acquistati rispettivamente per 2,5 milioni e 5,6 milioni fanno parte del bilancio 2015, quindi presi ben prima dell’apertura del mercato estivo.
Ma partiamo da alcuni dati che dimostrano quanto siano ampie le disponibilità economiche del Napoli, il che consentirebbe non solo di conservare i migliori giocatori, con relativi rinnovi ed aumenti di ingaggio, ma anche di investire cifre importanti per i nuovi arrivi.
Iniziamo dalle entrate sicure più rilevanti :
- circa 79 milioni di diritti televisivi della sola serie A, già deliberati dalla Lega, che per la società azzurra valgono 10 milioni in più della stagione in corso.
- circa 40 milioni arriveranno dal Uefa per la partecipazione alla Champions, (12 milioni arrivano dalla partecipazione ai gironi, 20 milioni dal market pool, ossia dalla vendita dei diritti televisivi della Champions per gli azzurri, ai quali andranno aggiunti i nuovi premi Uefa per ogni vittoria 1,5 milioni e 500.000 euro per il pareggio, senza parlare della qualificazione agli ottavi che varrebbe altri 5,5 milioni, oltre agli incassi al botteghino per la Champions).
Questi due dati, da soli, già equivarrebbero all’ammontare di quasi tutto il fatturato di questa stagione.
Vanno aggiunti poi gli sponsor, circa 25 milioni (quello tecnico ci darà ben 8 milioni, la Kappa con cui è stato concluso un quinquennale da 40 milioni), poi ci sarano gli incassi delle partite (14 milioni nella stagione scorsa, credo altrettanti in questa, nonostante la prematura eliminazione e, quindi, le gare in meno disputate in EL).
Altri 2 dati fondamentali sono costituiti da ingaggi e ammortamenti :
gli ingaggi, ossia gli stipendi dei calciatori, i quali ammontavano a 61 milioni nel secondo anno di Benitez, oltre a 7 milioni circa di bonus copntrattuali corrisposti, e circa 8 milioni per Benitez e il suo staff (lordi…Rafa ne prendeva 3,5 netti).
Quest’anno gli stipendi dei calciatori sono rimasti pressochè invariati, tra quelli dei partenti e dei nuovi arrivi, diminuisce nettamente il compenso per gli allenatori (dai circa 8 milioni lordi di Benitez e il suo staff si passa ai circa 2 milioni lordi di Sarri e staff)…poi si dovranno vedere i bonus legati alle prestazioni e agli obiettivi, certamente più cospicui.
Un ‘altra voce importante è costituita dagli ammortamenti dei cartellini dei calciatori : il dato di partenza è sempre quello del bilancio 2015, in cui la voce ammortamenti ha inciso per circa 50 milioni (per la precisione 49,797, 563 milioni), mentre per la stagione in corso hanno un minor ammontare e subiranno un’ulteriore decurtazione nella prossima stagione.
Direi che il risparmio per gli ammortamenti potrebbe essere da solo sufficiente a coprire i costi degli eventuali rinnovi, richiesti da molti calciatori azzurri , in primis da Higuain, ma anche da Ghoulam, Mertens, Albiol, callejon, Koulibaly, Insigne e addirittura da Hysaj (dopo un solo anno, seppur disputto alla grande) e dallo stesso Sarri.
In conclusione può sicuramente affermarsi che il Napoli avrà certamente a disposizione almeno 50 milioni da investire sul mercato, oltre che disponibilità economica per riserve di bilancio per altri 60 milioni, potendo provvedere alle conferme e ai rinnovi dei giocatori più importanti, senza alcuna necessità di incrementare questi utili con le cessioni…le quali sarebbero deleterie addirittura in termini di tasse da pagare.
Ad esempio prendere i 94 milioni di Higuain equivarrebbe a dire che i milioni a diposizione sarebbero oltre 200, con almeno 150 da investire, una enormità inutile.
La Champions ci attende….e anche un mercato e una squadra che potrà essere rinforzata….molto.
Fatta questa considerazione, vediamo come si è arrivati a questa cifra, visto che la perdita è stata limitata, nonostante i quasi 100 milioni di incassi in meno :
- i diritti pluriennali dei calciatori scendono da 81 a 61 milioni
– i costi di salari e stipendi da 83 a 79 milioni, di cui quelli per i calciatori da 65 a 61 milioni (il che conferma che il valore economico della rosa, in base agli stipendi, non è calato di molto), gli ammortamenti diminuiscono di 13 milioni (non poco, ma la diminuzione nell’anno in corso sarà ulteriormente e significativamente maggiore , come diremo poi).
Va sottolineato un dato importante, che spesso ha suscitato il chiacchiericcio sui guadagni del presidente, ossia quello dei compensi al CdA, che era di circa 5 milioni ed è sceso a poco più 1 milione, a dimostrazione che il guadagno di De Laurentiiis (e famiglia) non è rimasto inalterato, ma è diminuito di circa l’80%, e su questo non si può che applaudire il Presidente, al contrario di chi riteneva che ” i suoi 5 milioni li avrebbe presi lo stesso”.
Le riserve a bilancio scendono, come detto, da 72 a 59 milioni, giusto di quei 13 milioni necessari a coprire le perdite di esercizio, anche se la liquidità di cassa aumenta da 42 a 49 milioni, il che è importantissimo ai fini del cash circolante, necessario e fondamentale per operare anche sul mercato in qualche occasione e che dimostra la possibilità di investire con danaro liquido, cosa che non può essere fatta da molte società in Italia (nessuna di alto livello, a parte la Juventus).
Vediamo alcune voci per quanto concerne i ricavi.
- Incassi da Stadio (il S.Paolo conta 60.240 posti a sedere) :
- scesi da 14 a 9 milioni (le differenze 5 mil rispetto ai 6 per il Campionato, 750mila rispetto a 1 mil e mezzo per la Coppa Italia, 3,2 milioni ha fruttato l’EL rispetto ai 5,6 della Champions)
- gli abbonanamenti fruttano il 27% in meno : si passa da 5,4 mil. a 3,4
- la voce sponsor resta pressochè inalterata . si passa da 21 a 20 milioni
- i proventi per i diritti televisivi subisconono un ulteriore scossone passando da 104 a 77 milioni…
- restano inalterati quelli per il Campionato e la Coppa Italia, mentre la voce ovviamente che influisce è quella derivante dalle Coppe : si passa dai 40 milioni della Champions ai 12 dell’Europa League, ossia ben il 66% in meno.
Vediamo invece le plusvalenze :
si passa dai quasi 70 milioni dell’anno precedente (64 di Cavani, ma anche 5 di Cigarini), ai solo 11 milioni del 2015.
Questi 11 milioni derivano dalla plusvalenza sulle cessioni di Fernandez allo Swansea (ceduto per 9mil e 900mila euro, con una plusvalenza netta di € 9mil e 341mila), di Dzemaili al Galatasaray (ceduto per 2 mil350mila con una plusv. di 1 mil e 600mila), di Berhami all’Amburgo (con una plusvalenza di circa 900mila).
Due curiosità : il contratto di Fideleff è stato risolto, mentre l’unica minusvalenza deriva dalla cessione di Rosati.
Alcuni dati degli acquisti (alcuni portati a bilancio già prima del mercato di luglio 2015) :
Gabbiadini 12, 5 milioni
David Lopez 5 milioni e 250mila
De Guzman ben 7 milioni
Dezi 500mila
Valdifiori 5 milioni e 600mila
Reina 2,5 milioni al Bayern
Jorginho riscatto metà 4,5 milioni
Luperto riscatto dal Lecce per 110mila euro
Per concludere, i numeri dicono che il Napoli non finirà in rosso l’anno prossimo (almeno per ora, poi si dovrà vedere l’investimento del mercato di gennaio e i risultati raggiunti) e che attualmente può spendere, considerata la liquidità di cassa e gli ancora 59 milioni di riserve disponibili.
A tal fine vanno considerate alcune voci fondamentali : la diminuzione ulteriore degli ammortamenti strutturali (altri 18 milioni, compensati solo per circa due terzi dagli oneri dei calciatori arrivati in estate), la diminuzione del monte ingaggi, già in atto, e che subirà un’ulteriore significativa riduzione dalle cessioni, in primis di Zuniga e De Guzman, considerando anhe le plusvalenze derivanti dalla cessione dei calciatori nel mercato estivo (circa 13 milioni, derivanti dalle cessioni di Gargano, Inler e Vargas).
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