Ritorno a scrivere dopo oltre un mese di assenza.
Disturbato, proprio gastricamente, dal periodo nero della squadra – vittima dei tanti infortuni e del calendario spasmodico, con Gattuso che non ha saputo fronteggiare un momento difficile e delicato, che ci ha portato via la Coppa italia e poi l’EL con un doppio impegno avvilente col modesto Granada -non ho avuto la forza di scrivere, conoscendo la poca voglia di leggere, di tifosi e appassionati, dei disastri a cui stavamo assistendo, che si prestavano poco ad ogni commento di sorta.
Il Napoli, relegato al 7° posto, ha abbandonato la Coppa e il blasone delle gare internazionali, fondamentale per la nostra squadra, per tentare di ritornare nell’Europa che conta, la Champions, vetrina principale, ma anche unico viatico economico per la ripresa, in tempo di Covid, del percorso della società azzurra, che ha gran bisogno delle entrate della “Coppa dalle grandi orecchie”.
Gli azzurri si sono compattati con il silenzio stampa, necessario per spegnere sul nascere tante polemiche, alimentate nellle conferenze pre e post gara, da un Gattuso schietto (fin troppo) e anche un tantino polemico, non supportato dai risultati e dalla stampa (soprattutto quella locale), con tifoseria avvilita dalle prestazioni di un Napoli inguardabile.
A un passo dall’esonero, non arrivato per motivi abbastanza chiari (non economici), Gattuso è riuscito pian piano a riprendersi, con la complicità della squadra, del calendario e sicuramente dal ritorno di alcune pedine fondamentali, su tutti KK, Demme, Lorenzo e Piotr (che hanno ritrovato continuità e prestazioni, facendo la differenza con la loro tecnica sopraffina), oltre a quelle di Dries e Osimhen, con un attacco ridotto ai minimi termini, con Petagna e Lozano vittime di infortuni muscolari importanti, costretti a tirare la carretta sino allo stremo di forze e al venir meno della tenuta fisica.
E’ arrivato il 2-0 al Benevento, col ritorno al gol di Dries e poi un filotto di gare positive, quella continuità che era mancata agli azzurri per quasi tutta la prima parte ed oltre della stagione.
Unico passo falso a Sassuolo, dove abbiamo buttato i 3 punti, perdendone 2, ma con una gara che ha sancito finalmente l’uscita di scena di Bakayoko, passato in pochi mesi da presunta arma in più a punto debole della squadra, risultando spesso deleterio e incidendo con le sue palle perse sui risultati negativi della squadra in alcune gare di troppo.
Bologna importante col ritorno al gol di Osimhen, ma pesano sul ritorno in corsa del Napoli le 2 trasferte consecutive vittoriose con Milan e Roma.
13 punti su 15 nelle ultime 5 partite hanno dato nuova linfa e speranza al gruppo azzurro, riportandolo a pieno titolo nella corsa alla Champions, obiettivo stagionale dichiarato.
Man mano sono stati recuperati alla causa tutti gli infortunati (tranne il povero Ghoulam), prima Dries e Osimhen, poi KK (guarito dal Covid) e Demme e via via anche Ospina-Hysaj-Manolas-Fabian e da ultimi Lozano-Petagna-Rahamani e Lobotka.
KK ha ridato fiducia a un reparto arretrato smarrito e pasticcione, Demme ha riequilibrato centrocampo e assetto della squadra, Piotr e Lorenzo, entrambi in gran spolvero, hanno fatto la differenza con la loro tecnica, le loro giocate, rese concrete da assist e gol, reti che sono tornate copiose grazie a Osimhen e Mertens e al sorprendente e mai domo Politano.
La sosta delle Nazionali ha favorito il recupero di tutta la rosa, sebbene arrivata in un momentio di grande entusiasmo e convinzione, che devono tornare subito senza soluzione di continuità.
A 10 gare dal termine (per il Napoli 11, considerato il recupero allo Stadium il 7 aprile) e 30 punti ancora disponibili con buona pace dell’Inter capolista, ci sono 6 squadre in un fazzoletto e tutto è possibile.
Il Napoli oltre alla gara allo Stadium, avrà ben 6 gare in casa al Maradona (2 scontri difficili con Inter e Lazio) e 4 trasferte abbordabili (Torino-Fiorentina-Spezia e Verona) senza altri scontri diretti.
Il calendario non ci è contrario, ma tutto dipenderà dal Napoli e dalla sua capacità e di lottare, imponendosi su tutte le rivali.
Tutta di un fiato, gara dopo gara, arriva la volata finale.
#FNS